18 - 24 febbraio 2007

dal messaggio del Papa per la Quaresima

<<Volgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto>> (Gv. 19,37)

<<... La Quaresima è tempo propizio per sostare con Maria e Giovanni, il discepolo prediletto,

accanto a Colui che sulla Croce consuma per l'intera umanità il sacrificio della sua vita...

Sulla Croce è Dio stesso che mèndica l'amore della sua creatura:

Egli ha sete dell'amore di ognuno di noi...

La risposta che il Signore ardentemente desidera da noi

è innanzitutto che noi accogliamo il suo amore e ci lasciamo attrarre da lui.

Accettare il suo amore, però, non basta.

Occorre corrispondere al suo amore ed impegnarsi poi a comunicarlo agli altri.

Cristo "mi attira a sé" per unirsi a me,

perché impari ad amare o fratelli con il suo stesso amore...

Contemplare "Colui che hanno trafitto"

ci spingerà in tale modo ad aprire il cuoreagli altri

riconoscendo le ferite inferte alla dignità dell'essere umano:

ci spingerà, in particolare, a combattere ogni forma di disprezzo della vita e di sfruttamento della persona

e ad alleviare i drammi della solitudine e dell'abbandono di tante persone.

La Quaresima sia per ogni cristiano

una rinnovata esperienza dell'amore di Dio donatoci in Cristo,

amore che ogni giorno dobbiamo a nostra volta "ri-donare" al prossimo,

soprattutto a chi più soffre ed è nel bisogno.

Solo così potremo partecipare pienamente alla gioia della Pasqua>>.

18-24 marzo 2007

(quarta domenica di Quaresima)

"Chi dobbiamo conoscere in questo padre?

Evidentemente Dio: nessuno è padre come lui, nessuno è benevolo come lui.

Perciò, tu che sei suo figlio, anche se hai dilapidato ciò che hai ricevuto da lui,

anche se ritorni nudo,

egli ti accoglierà, perché sei ritornato

e si rallegrerà più del tuo ritorno che non della saggezza dell'altro suo figlio"

(Tertulliano, TRATTATO SULLA PENITENZA, VIII, 7-8)

O sfinito dalla stanchezza

pieno di polvere, ingarbugliato di intrigo, sporco di terra

bacia la soglio di pietra a piene labbra.

Vedi il muro e l'edera, cuore pieno di febbre

La casa di tuo padre è lì davanti; vieni stenditi per terra, faccia in avanti

La casa di tuo padre, cuore adultero, è li che ti guarda e che ti custodisce...

Figlio mio poni la tua spalla sulla mia spalla; i tuoi capelli come un lino

figlio orfano, soffoca i singhiozzi e questi allarmi e queste grida e questi fiotti di lacrime ardenti

Tu mi dirai finalmente: buonasera questa sera

figlio avevo tanta fame di rivederti

(Ch. Péguy, QUARTINE INDEDITE)

 

 

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