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Parrocchia S.M. Kolbe
Unità Pastorale "Jesi-Nord"
Parroco: don G. Franco Rossetti
Tel. 0731. 203036
(SOLO NEGLI ORARI D'UFFICIO)
e-mail: smkjesi@smkjesi.it

18 - 24 febbraio 2007
dal messaggio del Papa per la Quaresima
<<Volgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto>> (Gv. 19,37)
<<... La Quaresima è tempo propizio per sostare con Maria e Giovanni, il discepolo prediletto,
accanto a Colui che sulla Croce consuma per l'intera umanità il sacrificio della sua vita...
Sulla Croce è Dio stesso che mèndica l'amore della sua creatura:
Egli ha sete dell'amore di ognuno di noi...
La risposta che il Signore ardentemente desidera da noi
è innanzitutto che noi accogliamo il suo amore e ci lasciamo attrarre da lui.
Accettare il suo amore, però, non basta.
Occorre corrispondere al suo amore ed impegnarsi poi a comunicarlo agli altri.
Cristo "mi attira a sé" per unirsi a me,
perché impari ad amare o fratelli con il suo stesso amore...
Contemplare "Colui che hanno trafitto"
ci spingerà in tale modo ad aprire il cuore agli altri
riconoscendo le ferite inferte alla dignità dell'essere umano:
ci spingerà, in particolare, a combattere ogni forma di disprezzo della vita e di sfruttamento della persona
e ad alleviare i drammi della solitudine e dell'abbandono di tante persone.
La Quaresima sia per ogni cristiano
una rinnovata esperienza dell'amore di Dio donatoci in Cristo,
amore che ogni giorno dobbiamo a nostra volta "ri-donare" al prossimo,
soprattutto a chi più soffre ed è nel bisogno.
Solo così potremo partecipare pienamente alla gioia della Pasqua>>.
18-24 marzo 2007
(quarta domenica di Quaresima)
"Chi dobbiamo conoscere in questo padre?
Evidentemente Dio: nessuno è padre come lui, nessuno è benevolo come lui.
Perciò, tu che sei suo figlio, anche se hai dilapidato ciò che hai ricevuto da lui,
anche se ritorni nudo,
egli ti accoglierà, perché sei ritornato
e si rallegrerà più del tuo ritorno che non della saggezza dell'altro suo figlio"
(Tertulliano, TRATTATO SULLA PENITENZA, VIII, 7-8)
O sfinito dalla stanchezza
pieno di polvere, ingarbugliato di intrigo, sporco di terra
bacia la soglio di pietra a piene labbra.
Vedi il muro e l'edera, cuore pieno di febbre
La casa di tuo padre è lì davanti; vieni stenditi per terra, faccia in avanti
La casa di tuo padre, cuore adultero, è li che ti guarda e che ti custodisce...
Figlio mio poni la tua spalla sulla mia spalla; i tuoi capelli come un lino
figlio orfano, soffoca i singhiozzi e questi allarmi e queste grida e questi fiotti di lacrime ardenti
Tu mi dirai finalmente: buonasera questa sera
figlio avevo tanta fame di rivederti
(Ch. Péguy, QUARTINE INDEDITE)