TEMPO LITURGICO NATALE

SANTA FAMIGLIA : 30 dicembre 2012

 

1. Il vangelo : non è una cronaca, ma un messaggio… pasquale!

 

2. A 12 anni : un ragazzo ebreo passa dalla fanciullezza all’età adulta:

- diventa “figlio del precetto” = il padre gli consegna la Legge con l’invito a osservarla fedelmente.

- nasce l’obbligo del pellegrinaggio annuale al tempio.

 

3. Luca colloca questo pellegrinaggio nel contesto della Pasqua:

con lo smarrimento e il ritrovamento di Gesù anticipa la sua morte e la sua risurrezione.

Il centro del racconto “dopo tre giorni”.

L’espressione si trova nei tre annunci della Passione, fatti da Gesù ai suoi discepoli.

 

4. Il ragazzo suscita stupore nei dottori del tempio, ma anche nei suoi genitori.

L’intervento, delicato e sofferto della Madre, è registrato dall’evangelista perché quell’interrogativo ha una valenza pasquale.

E’ come se Maria dicesse a Gesù: <<Figlio, perché ti sei nascosto?>>.

E’ la domanda di ognuno di noi: <<Perché, Signore ti nascondi? Perché bisogna passare attraverso la sofferenza? Perché bisogna morire?>>. <<Perché, Signore, sei stato tre giorni nel sepolcro, prima di manifestarti risorto e vincitore della morte?>>.

E’ la domanda più profonda che possiamo rivolgere al Signore.

E’ la domanda drammatica dell’umanità, che ha perso il motivo di vivere e ne cerca disperatamente il senso.

E’ lo smarrimento della comunità cristiana che non riesce a riconoscerlo risorto.

5. La risposta di Gesù aumenta lo smarrimento della Madre e nostro: <<Perché mi cercavate? Non sapevate che io debbo occuparmi delle cose del Padre mio?>>, che significa: <<Non sapevate che tutto questo fa parte del progetto di Dio su di me?>>.

E’ la stessa risposta che Gesù da ai due discepoli di Emmaus: <<Non bisognava che Cristo patisse e risorgesse il terzo giorno?>>.

Maria e Giuseppe non capirono il senso di quella risposta.

E’ come se le strade di Gesù, Maria e Giuseppe fossero divergenti, tanto divergenti da farci apparire la Famiglia di Nazareth come una famiglia “sui generis”, ma non modello delle Famiglie.

6. Eppure c’è qualcosa che accomuna i tre personaggi che compongono la Famiglia di Nazareth e la fanno modello di tutte le nostre Famiglie: è la loro adesione alla volontà di Dio, al suo progetto d’amore. Gesù, dice il Vangelo, tornò a Nazareth con Maria e Giuseppe ed era loro sottomesso, mentre Maria e, pensiamo, anche Giuseppe, meditavano in cuor loro su quello che era successo in quel pellegrinaggio a Gerusalemme.

7. Anche nelle nostre famiglie può capitare di fare l‘esperienza dello smarrimento, perché, magari, si fa difficoltà a capirsi e a dialogare; perché, magari, qualche persona estranea irrompe dentro la sfera dei sentimenti e degli affetti di qualche suo membro.

Ma al tempo della prova, seguirà il tempo della comprensione, il tempo dell’amore e del servizio, il tempo di Dio, che con la sua grazia, guiderà la famiglia nella ricerca e nell’attuazione fedele della sua volontà.

=====================================================================================

 

25 dicembre 2006 : NATALE DEL SIGNORE

"Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo;

per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della vergine Maria

e si è fatto uomo"

Il Verbo di Dio si è fatto carne:

1. per salvarci riconciliandoci con Dio;

2. perché noi conoscessimo l'amore di Dio:

"Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna" (Gv. 3,16).

3. per essere nostro modello di santità.

4. perché l'uomo e la donna diventassero partecipi della natura divina.

La fede nella reale Incarnazione del Figlio di Dio è il segno distintivo della fede cristiana.

Di questo mistero hanno parlato l'apostolo Paolo e l'autore della Lettera agli Ebrei:

1. <<Cristo Gesù, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio, ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana umiliò se stesso, facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce>> (Fil. 2,5-8).

2. <<Per questo, entrando nel mondo, Cristo disse: Tu on hai voluto né sacrificio, né offerta, ma mi hai dato un corpo. Non hai gradito né olocausti né sacrificio per il peccato. Allora ho detto: Ecco io vengo... per fare la tua volontà>> (Eb. 10,5-7).

Gesù Cristo si è fatto veramente uomo, rimanendo veramente Dio.

OMENICA 2 DICEMBRE 2007

(prima domenica d'Avvento)

prima lettura: Isaia 2,1-5; seconda lettura: Lettera ai Romani 13,11-14; Vangelo: Matteo, 24,37-44

<<L'intervento del Signore cambia il cammino umano,

segnato da inimicizie e guerre,

per condurlo al compimento di pace del suo Regno (prima lettura)

In attesa del ritorno del Signore

il credente è chiamato a vigilare nell'attesa

discernendo, già da ora,che cosa è più essenziale per la propria vita (vangelo)

Ma l'attendere genera anche la speranza fiduciosa,

poiché il Signore non tarda a venire incontro a coloro che lo aspettano con amore (seconda lettura)

(dal "Catechismo della Chiesa Cattolica" : nn. 456-464)

 

TEMPO DI AVVENTO : dal 2 al 24 dicembre 2007

L'Avvento è il tempo in cui si rinnova e si alimenta la speranza della Chiesa.

la celebrazione dell'ingresso del Signore Gesù nella storia umana

e l'attesa del suo ritorno glorioso

tracciano i contorni di una vita già oggi ricolma di gioia e pace profonda.

-----------------------------------------------------

DOMENICA 16 DICEMBRE

(terza domenica d'Avvento)

prima lettura: Isaia 35,1-6.8-10; seconda lettura: Lettera di San Giacomo 5,7-10; Vangelo: Matteo 11,2-11

<<La domanda del Battista, nel vangelodi oggi, provoca anche noi.

Egli manda a chiedere a Gesù se sia veramente lui "colui che deve venire", ossia il messia atteso, o se occorra aspettarne un altro.

Anche il nostro tempo è spesso attraversato da attese messianiche.

Tutto dipende, però, da quale 'messia' noi andiamo alla ricerca.

La risposta di Gesù è chiara: egli rimanda alle opere. Esse indicano il criterio per discernere il vero messia dai molti falsi che possono abbagliare.

Lo stesso criterio delle opere è presentato anche nellaprima letturaper incoraggiare gente sfiduciata a riprendere in mano la propria vita.

E pure laseconda letturaè un'esortazione a essere fiduciosi e a rinfrancare i cuori, poiché la venuta del Signore è vicino>>.

 

TEMPO DI NATALE : AUGURI !!!

"Quando sogniamo da soli, è solo un sogno.

Quando sogniamo insieme è l'inizio della realtà"

(canto brasiliano)

preghiera

per chi partecipa alla Messa della notte di Natale

" Sì, siamo venuti qui per questo:

per ascoltare ancora una volta, proprio nel cuore della notte,

lo stesso annuncio di gioia, risuonato duemila anni fa.

Il trambusto del censimento è stato piccola cosa

in confronto al vortice confuso di questi ultimi giorni.

Eppure, nonostante tutto, Gesù,

i bagliori delle nostre vetrine non riescono a coprire la luce che scende dall'alto,

né il chiasso e le musiche a tutto volume sono in grado di annullare questo messaggio

che risuona ancora, con la consueta forza.

Sì, siamo venuti qui per questo:

per lasciarci sorprendere da te,

il Figlio di Dio che ci viene incontro nella fragilità di un bambino;

da te che spalanchi le braccia per accogliere tutti, proprio tutti,

da te che sorridi a quelli che indugiano davanti ad ogni tuo presepio.

Sì, siamo venuti per questo:

per deporre ogni presunzione,

per far cadere ogni ostacolo frapposto tra te e noi,

per lasciarci semplicemente avvolgere dalla luce e dal calore della tua Parola,

per ricevere una dolcezza inusitata

che trasforma il cuore e ridesta la speranza"

 

30 novembre

inizia il TEMPO liturgico dell'AVVENTO

1. COLORE DELLE VESTI LITURGICHE : VIOLA

Il colore "viola" è simbolico:

- Nel tempo di Quaresima indica "penitenza", conversione, cambiamento di vita...

- In occasione di un funerale indica "mestizia", dispiacere, lutto...

- nel tempo di Avvento indica un "desiderio" non ancora realizzato: il cristiano, infatti, attende il ritorno

del Signore Gesù, quando "Dio sarà tutto in tutti".

2. Eliminazione di alcune espressioni di gioia, lode, adorazione... Per es. l'Inno di lode.

se ne lasciano altre (es. il canto dell'alleluia...) perché anche in questo tempo continuiamo a celebrare

 

* Albero di Natale *

Tu che ne dici o Signore, se in questo Natale
faccio un bell'albero dentro il mio cuore e ci attacco,
invece degli addobbi, i nomi di tutti i miei Amici?
Gli amici lontani e vicini. Gli antichi e i nuovi.
Quelli che vedo tutti i giorni e quelli che vedo di rado.
Quelli che ricordo sempre
e quelli che, alle volte, restano soltanto nei ricordi.
Quelli costanti e intermittenti.
Quelli delle ore difficili e quelli delle ore allegre.
Quelli che, senza volerlo, mi hanno fatto soffrire.
Quelli che conosco profondamente
e quelli dei quali conosco solo le apparenze.
Quelli che mi devono poco e quelli ai quali devo molto.
I miei amici semplici ed i miei amici importanti.
I nomi di tutti quelli che sono già passati nella mia vita.
Un albero con radici molto profonde
perché i loro nomi non escano mai dal mio cuore.
Un albero dai rami molto grandi,
perché nuovi nomi venuti da tutto il mondo
si uniscano ai già esistenti.
Un albero con un'ombra molto gradevole,
che possa ristorarmi nei momenti difficili...
...che la nostra Amicizia
sia un momento di ristoro profondo
durante le lotte della vita.

BUON NATALE !!!

 

IV DOMENICA D’AVVENTO “C” : 23 dicembre 2012

 

(leggere prima il Vangelo di Luca: 1,39-45)

 

1. “In quei giorni Maria si mise in viaggio”:

- immagine di Dio che va incontro all’uomo;

- immagine dell’uomo che va incontro al fratello.

 

2. Il mettersi in viaggio potrebbe essere una fuga da sé stessi, dalle proprie responsabilità:

- come il profeta Giona; - come il “figlio prodigo”.

3. Mettersi in viaggio vuol dire andare incontro a qualcuno che ha bisogno di assistenza, di amicizia, di essere accolto e ascoltato:

come fanno tanti volontari che, nell’anonimato e nel silenzio, riescono a entrare nelle situazioni più nascoste, per portare la luce della solidarietà e della speranza.

4. Mettersi in viaggio vuol dire andare incontro all’altro, che può essere il marito o la moglie, i figli, i parenti, i vicini di casa, per riscoprirlo come dono di Dio, per fargli più spazio nella propria vita, per non sacrificarlo ai propri affari o ai propri hobby, per ricostruire un rapporto che si andava degenerando.

5. Dopo che il Verbo di Dio si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi, l’altro è diventato il luogo dell’incontro di Dio con l’uomo.

Quando amiamo l’altro, quando serviamo l’altro, quando permettiamo all’altro di entrare dentro di noi, noi amiamo Dio, serviamo Dio e permettiamo a Dio di entrare nel nostro cuore, nella nostra mente, nella nostra anima, nella nostra vita.

 

6. Diceva Martin Luther King:

<<Ricchi come siamo di beni e di risorse materiali

i nostri criteri di successo sono quasi indissolubilmente legati con l’attività dell’acquisto.

I mezzi di cui viviamo sono realmente meravigliosi,

e tuttavia qualcosa manca.

Abbiamo imparato a volare nell’aria come uccelli e a nuotare nel mare come pesci,

ma non abbiamo appreso la semplice arte di vivere insieme come fratelli.

La nostra abbondanza non ci ha portato né pace né serenità dello spirito>>.

 

 


Contatti

Parrocchia San Massimiliano Kolbe:
Via San Massimiliano Kolbe, 1
60035 - Jesi (AN)
Tel. 0731 203036
smkjesi@smkjesi.it